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27/10/2004
Per l'eclisse di stanotte Caetano Veloso Luna Rossa

Vaco distrattamente abbandunato... Ll'uocchie sott'o cappiello annascunnute mane 'int'a sacca e bavero aizato... Vaco siscanno e stelle ca so'asciute...
E'a luna rossa mme parla 'e te io lle domando si aspiette a me, e mme risponne: "Si 'o vvuo'sape, cca nun ce esta nisciuna..."
E io chiammo 'o nomme pe'te vede, ma, tutt'a gente ca parla 'e te, risponne: "E tarde che vuo'sape?! Cca nun ce sta nisciuna!..."
Luna rossa, chi mme sarra sincera? Luna rossa, se n'e ghiuta ll'ata sera senza mme vede...
Mille e cchiu appuntamente aggio tenuto... Tante e cchiu sigarette aggio appicciato... Tanta tazze 'e cafe mme so' bevuto... Mille vucchelle amare aggio vasato...
E'a luna rossa mme parla 'e te Io lle domando si aspiette a me, e mme risponne: "Si o vvuo' sape, cca nun ce sta nisciuna..."
E io chiammo 'o nomme pe'te vede ma, tutt'a gente ca parla 'e te, risponne: "E tarde che vuo'sape?! Cca nun ce sta nisciuna!..."
E io dico ancora ch'aspetta a me, for'o barcone stanott'e ttre, e prega 'e Sante pe'mme vede... Ma nun ce sta nisciuna...
21/10/2004
Listening for the weather - Bic Runga (Grazie a NightPassage per la scoperta..)

So I'm listening for the weather to predict the coming day Leave all thought of expectation to the weather man No it doesn't really matter what it is he has to say 'Cause tomorrows keep on blowing in from somewhere
All the people that I know in the apartments down below Busy with their starring roles in their own tragedies
Sunlight sends you on your way And those restless thoughts that cling to yesterday Never be afraid of change I'll call you on the phone I hate to leave you on your own But I'm coming home today
And this busy inner city Has got nothing much to say And I know how much you're hanging round the letterbox And I'm sure that as I'm writing You'll be somewhere on your way In a supermarket checkout or the restaurant
I've been doing what I'm told I've been busy growing old And the days are getting cold but that's alright with me
Sunlight sends you on your way And those restless thoughts that cling to yesterday Never be afraid of change I'll call you on the phone I hate to leave you on your own But I'm coming home today Yes I'm coming home today
I've been doing what I'm told I've been busy growing old And the days are getting cold but that's alright with me
Sunlight sends you on your way And those restless thoughts that cling to yesterday Never be afraid of change
19/10/2004
La california
Il 2 novembre si sceglierà tra Bush e Kerry anche a La California, frazione di Bibbona (Livorno). Se il presidente degli Stati Uniti si comporta come signore del mondo, perché devono votarlo solo gli statunitensi? (Dallo spettacolo di Beppe Grillo Blackout)
15/10/2004
Hero
Un film bellissimo, fotografia incredibile, i colori dei racconti rimangono negli occhi, la spiritualita' del film e' incredibile, molto lontana dalla nostra concezione occidentale di amore, guerra, spiritualita'. Magia dall'inizio alla fine del film

12/10/2004
Tremaglia sull'esclusione buttiglione alla commissione Europea
"Purtroppo Buttiglione ha perso - attacca - povera Europa: i culattoni sono in maggioranza".
Castelli vuole dire anche lui qualcosa di simpatico e dice....
"'E' un fatto abbastanza grave - commenta - ironia della sorte, la Commissione si chiama 'Gai' (Giustizia, affari interni). Credo che questo sveli il vero volto dell'Europa: un volto integralista che a noi non piace".
Dico io povera Italia e poveri noi con questi ministri....
11/10/2004
Terrore
Dopo averla "giustiziata", ha infierito sul suo corpo scaricandole addosso tutti i proiettili del suo fucile-mitragliatore. La vittima è Ayman al-Hams, una bambina palestinese di tredici anni, il suo carnefice un israeliano della brigata Ghivati. La tragica esecuzione è avvenuta a Rafah, nella striscia di Gaza, davanti agli occhi increduli e disgustati dei commilitoni del militare. La bambina si era avvicinata ad un fortino dell'esercito dello Stato ebraico; le è stato intimato di fermarsi, poi sono partiti i primi colpi, che l'hanno fatta crollare a terra. L'ufficiale a quel punto si è avvicinato alla giovane, forse ancora in vita, ed ha aperto il fuoco scaricandole addosso l'intero caricatore. Sul cadavere della tredicenne sono stati rinvenuti oltre venti proiettili.
Non ho sentito questa notizia da nessun telegiornale, dio mio che orrore...... ma come possiamo parlare di valori, di civilta' di esportare democrazia, questa e' barbarie.
07/10/2004
Cerco un centro di gravita` permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente avrei bisogno di ....

03/10/2004
Un giorno in studio - Trio Ayer
Sono molto felice di questo progetto, sta venendo su bene, c'e' respiro, anima e soprattutto ci divertiamo. Il nostro progetto e' nato dal desiderio di viaggiare per scoprire la storia delle grandi migrazioni e contaminazioni che hanno attraversato il continente latino americano. Cio’ che e’ arrivato nei secoli dall’europa e dall’africa si e’ adattato e modificato creando un misto di ritmo ed armonia difficilmente etichettabile , creando quel suono tipico del folclore latino americano. Un viaggio che ripercorre quindi la cultura del continente e cubana, cercando di evitare le strade commerciali che vengono generalmente usate per rappresentare la musica di questo continente.
Una cultura musicale fatta di influenze europee, arabe, africane e nord americane negli ultimi tempi. Alcuni generi musicali tipicamente sudamericani risultano ancora praticamente inesplorati in europa, un tipico esempio ne sono il bolero , con le sue armonie complesse, facilmente accostabili alla tradizione delle ballad jazz oppure altre ritmiche della tradizione quali cumbia, huaino, joropo, son e guaracha.
Uno spettacolo che vuole mettere in risalto la convivenza pacifica di tutte le tradizioni che si sono fuse per creare il folclore e la cultura del sudamerica.
Abbiamo scelto con cura maniacale tra i classici del continente per arrivare a toccare sonorita’ latin jazz, si passa da “Esta tarde vi llover” del grande compositore Armando Manzanero a “Lagrimas Negras” un classico degli anni 30 composto per il grande cubano Miguel Matamoros (1894-1971), un pezzo dalla bellezza sconvolgente che abbiamo fortemente rimaneggiato armonicamente, quindi ancora in giro per questo meraviglioso continente “Vuelvo al Sur” di Solanas – Piazzola per arrivare alle contaminazioni flamenco Jazz di pezzi come “Armando’s Rumba” di Chick Corea e nuovi classici di autori quali Ruben Blades e Willie Colon

--->>>> Listen To Contigo en la distancia Cesar Portillo de la luz Cuba Trio Ayer
No existe un momento del día En que pueda apartarme de ti El mundo parece distinto Cuando no estás junto a mí.
No hay bella melodía, En que no surjas tú Ni yo quiero escucharla Si no la escuchas tú.
Es que te has convertido En parte de mi alma. Ya nada me consuela Sino estás tú también.
Mas allá de tus labios Del sol y las estrellas Contigo a la distancia Amada mía estoy.
28/09/2004
Ironia della sorte...
Saddam riceve le chiavi di cittadino onorario di Detroit (USA) dal pastore Yacob nel 1980...


Puo' la mail essere il vero strumento di controllo della matrice? Ma la gente a lavoro si rende conto dei concetti paradossali che esprime, alle volte arrivo la mattina a lavoro e per me il momento del risveglio e' gia difficile..... umpff un caffe' , un sorriso di qualche anima gentile persa nell'assurdita' di questo posto e poi il momento decisivo tataaaaa si apre la mail, cornucopia di delirio e follia umana, giochi di potere, persone messe in copia o in bcc come se fossero raffinate strategie militari, si gira intorno ai concetti per paura del vuoto , di quel vuoto che hanno nella testa un sacco di persone lobotomizzate dal proprio lavoro.
Netta dicevi puo' essere l'ufficio il mio destino? Me lo chiedo anche io, a volte in mattine come questa quando sono particolarmente incline ed indulgente verso me stesso ed il genere umano, con quell'aria di settembre fresca, atmosfera irreale, non mi pongo il problema.... poi basta una mail che leggo e piu' la leggo e piu' mi stropiccio glio occhi perche' non capisco che cosa c'e' scritto, quali raffinati concetti si nascondano dietro quelle parole... uuuu forse dormo ancora...... alla fine mi rassegno:
System Failure, System Failure, System Failure, System Failure
26/09/2004
Quasi dimenticavo.... un sogno
Eh gia', quasi lo dimenticavo, stanotte sara' stato il mal di schiena oppure il freddo ma ho fatto un sogno stranissimo.... staro' iniziando a dare segni di squilibrio? Dunque ho sognato il maestro (Keith Jarrett) che faceva un concerto udite udite... al Maurizio Costanzo Show ed io naturalmente ero li a vederlo. Ha iniziato a suonare non ricordo cosa, ricordo solo che era in versione Koln Concert con i capelli ricci gonfi, e ad un certo punto la gente in teatro si e' alzata ed ha iniziato a cantare tipo concerto di Vasco Rossi... adesso e' risaputo che Jarrett e' abbastanza pignolo con il pubblico e non avrebbe mai tollerato una cosa del genere ed infatti dopo qualche minuto di sopportazione si e' alzato ed e' andato via scendendo dal palco verso la platea. A questo punto la platea si era trasformata in una specie di basilica con navata centrale e due laterali, nella navata di destra Jarrett ha preso da un figuro una mazzetta di banconote da 50.000 lire (come erano belle...) che io nel sogno ho pensato essere il compenso per il concerto e le ha tirate addosso al povero Gary Peacock... beh io non ci ho visto piu' ed in perfetto inglese ho iniziato a gridare a Jarrett che non lo capivo... ma insomma cosa si aspettava al Maurizio Costanzo Show... e diamine un artista come lui poteva ben permettersi di scegliere.
Lui all'inizio era infastidito dal mio discorso, poi siamo usciti da questo teatro basilica con me che continuavo a parlare con lui. Ci siamo ritrovati in campagna con la moglie di Jarrett dietro di lui vicino ad un muretto di pietra e non so come non so perche' abbiamo iniziato a piangere come due cretini assoluti parlando di sensibilita' del mondo, dell'arte etc.... e ci siamo abbracciati come due vecchi amici... adesso a parte iniziare a dubitare delle mie facolta' mentali davvero questo e' uno dei sogni piu' strani che abbia mai fatto e non avevo neanche mangiato pesante prima di andare a letto...

La cena dei cretini - F Veber
Film basato su tutta una serie di equivoci, malintesi, situazioni paradossali, storia semplice resa irresistibile dall'ottima interpetazione di Thierry Lhermitte e Jacques Villeret. Storia di una cena dove ciascun partecipante deve portare un qualche soggetto particolare per animare la serata. Il gruppo si riunisce tutti i mercoledi' per celebrare questo evento, Pierre Brochard pensa di non avere rivali questa settimana avendo trovato un dipendente del ministero delle finanze che ha come hobby la costruzione di modellini architettonici di fiammiferi François Pignon .
Ma durante la serata, una serie di eventi incredibili ed il vero talento per creare equivoci e situazioni paradossali di Pignon, porteranno Pierre Brochard a ricredersi e capire che il concetto di "cretino" e' relativo. Un film a tratti esilarante dal ritmo teatrale che scorre via leggero e porta con se alla fine un bel po di pensieri sui pregiudizi e sulla gente cosiddetta "normale".
23/09/2004

Mai come stasera avrei avuto bisogno di "Cantanti di sogni, narratori di storie, danzatori, ridono forte stretti nella mano del fato - La mia gente " a volte mi chiedo dov'e la mia gente, serata noiosa, ho bisogno di semplicita'...
Stars shining bright above you Night breezes seem to whisper "I love you" Birds singin' in the sycamore trees Dream a little dream of me
Say nighty-night and kiss me Just hold me tight and tell me you'll miss me While I'm alone and blue as can be Dream a little dream of me
Stars fading but I linger on dear Still craving your kiss I'm longin' to linger till dawn dear Just saying this
Sweet dreams till sunbeams find you Sweet dreams that leave all worries behind you But in your dreams whatever they be Dream a little dream of me
(instrumental break)
Stars shining up above you Night breezes seem to whisper "I love you" Birds singin' in the sycamore trees Dream a little dream of me
Sweet dreams till sunbeams find you Sweet dreams that leave all worries behind you But in your dreams whatever they be Dream a little dream of me
Yes, dream a little dream of me
Recorded by Louis Armstrong on the 'What a Wonderful World' album in 1968
22/09/2004
Louis Malle- Les Amants
Un sogno lungo una notte, Brahms i quartetti, Flaubert,Jeanne Moreau....

21/09/2004
Fahrenheit 9/11
Beh molto e' stato detto su questo film, ma davvero mi fa rabbia vedere il disprezzo delle regole della democrazia, il vedere e purtroppo ogni giorno sul lavoro lo vedo, tante persone cosi' sistematicamente deviate dai veri problemi, tanto egoismo. Come facciamo a sostenere il nostro stile di vita, facendo finta di niente, lasciando ai politici la facolta' di portarci al punto di non ritorno, di sfruttare sempre di piu' e sempre peggio la parte povera del pianeta. Come facciamo a tapparci le orecchie, a chiudere gli occhi a voler far finta che tutto quello che viene fatto e' nel nome della liberta'. Come diavolo si puo' ascoltare un vicepresidente del consiglio che esorta i giovani a manifestare contro altri giovani che manifestano per la pace.... insomma siamo alla follia. Non so sento un gran senso di disagio, credo di non vivere piu' in uno stato, anzi in un mondo democratico, ne abbiamo solo l'illusione, oramai indipendentemente dal credo politico, gli uomini di potere, i manager, i capitani di industria, sono tutti uguali, incredibilmente omologati verso una logica di profitto indiscriminata, fine a se stessa. Il grido di un padre "For what, for what", ed e' incomprensibile come qualcuno possa ancora credere alle giustificazioni, alle mistificazioni che ci vengono regolarmente con attenzione maniacale ogni giorno propinate. Ed allora perche' sento che non abbiamo voce in capitolo, che siamo governati a livello planetario dalle forze economiche, che non abbiamo piu' il controllo delle nostre vite, non e' forse schiavitu' anche questa, e' molto diverso quello che succede adesso dal periodo della rivoluzione industriale. Abbiamo davvero la pretesa di vivere in piena liberta'.? Certo cercano di farcelo credere , ma oramai siamo vittime, tutti quanti parte lesa di una logica di sfruttamento del pianeta assolutamente scellerata. Ed ho rabbia, perche' questo film lo vediamo solo noi, ma siamo gia' d'accordo, sono cose che sapevamo bene, e quelli che non vogliono vedere continuano a non vedere, ormai non esiste neanche piu' la premura della censura.... inutile censurare quando i messaggi non arrivano piu' ad un' occidente lobotomizzato dalla paura e dal consumismo.
14/09/2004
The Terminal S. Spielberg 2004
Qualche giorno fa avevo letto un piccolo accenno a questo film di Rossana Rossanda, diceva piu' o meno " si ok fahrenheit 9/11 parla dell'america di Bush, ma dice cose che so gia', invece The Terminal, ti lascia qualcosa dentro..."
Ed e' vero, questo film parla di quel mondo fasullo, chiuso, artificiale che stiamo costruendo, asettico, privo di liberta', fatto solo di espedienti per bloccare la diversita'. E c'e' il Jazz, tanto jazz di sottofondo, la nostalgia degli anni d'oro, di quella parte bella dell'America. Dell'america del Blue Note, la New York capitale del Jazz, di Dizzie Gillespie, di Miles Davis, di Bennie Golson ultimo superstite di quella grande generazione di Jazzisti. E per questo modo di raccontare con delicatezza, la follia della burocrazia , la chiusura mentale riesco a dimenticare anche un paio di cadute di tono sul retorico. Piccole perle nascoste dietro il film, il dirigente dell'aereoporto che fischietta "For all we Know" , ecco mai standard jazz e' stato piu' adatto a sottolineare un momento del film, buttato li' casualmente fischiettato in lontananza, Bennie Golson che suona Killer Joe, il ricordo del Tour in Unione Sovietica dei grandi musicisti Jazz, veri ed unici ambasciatori di pace e di valori che l'America di Bush sembra aver dimenticato...
For All We Know
For all we know We may never meet again Before you go Make this moment sweet again
We won't say goodnight Until the last minute I'll hold out my hand And my heart will be in it
For all we know This may only be a dream We come and we go Like the ripple on a stream
So love me, love me tonight Tomorrow was meant for some Tomorrow may never come For all we know We know
So love me, love me tonight Tomorrow was meant for some Tomorrow may never come For all we know We know
03/08/2004
Periodo di vacanze, finalmente mi riapproprio dei miei pensieri...ed e' bello, anche se a volte non sono pensieri tranquillizzanti, ma finalmente riesco a sentire qualcosa fuori da quella maledetta routine quotidiana fatta di sotterfugi, numeri inutili, sorrisi fasulli. Ed inevitabilmente penso a tanta musica, ascolto tanta musica ovunque, davanti al pc, in macchina scappando dal caldo con il condizionatore al massimo, in casa sdraiato sul divano, e tanti progetti per questo autunno che deve, assolutamente deve essere ricco di musica suonata ed i progetti per le prossime registrazioni con il trio ed il duo, ed ancora il blog che e' diventato un po caotico,,, forse come i miei pensieri. Quindi ho deciso, apro un'altro blog, dedicato solamente alla musica, questo andra' avanti seguendo il flusso disordinato dei pensieri, che probabilmente guideranno gli ascolti in base al delirio raggiunto. Insomma il nuovo blog si chiama Round About Midnight (dedicato alla bellissima ballad di T. Monk) ed il link e' questo.... post introduttivo che fantasia dedicato a Keith Jarrett, non potevo proprio farne a meno del resto popola in maniera ossessiva i miei pensieri musicali .. insomma non so vediamo come va avanti , e del resto riesco a scrivere in maniera appassionata solo di musica .. buona notte
It begins to tell, 'round midnight, midnight. I do pretty well, till after sundown, Suppertime I'm feelin' sad; But it really gets bad, 'round midnight.
Memories always start 'round midnight Haven't got the heart to stand those memories, When my heart is still with you, And ol' midnight knows it, too. When a quarrel we had needs mending, Does it mean that our love is ending. Darlin' I need you, lately I find You're out of my heart, And I'm out of my mind.
Let our hearts take wings' 'round midnight, midnight Let the angels sing, for your returning. Till our love is safe and sound. And old midnight comes around. Feelin' sad, really gets bad Round, Round, Round Midnight
by Thelonious Monk
02/08/2004
Da Repubblica di Oggi :
"Berlusconi sta al dibattito come il Papa al sesso di gruppo"
29/07/2004
Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo
e nel suo non-essere si ha l'utilità del carro,
s'impasta l'argilla per fare un vaso
e nel suo non-essere si ha l'utilità del vaso,
s'aprono porte e finestre per fare una casa
e nel suo non-essere si ha l'utilità della casa.
Perciò l'essere costituisce l'oggetto
e il non-essere costituisce l'utilità
28/07/2004
Enrico Pieranunzi Trio Peccioli - Pisa
Stasera altro concerto, sempre di Pieranunzi, ero indeciso tra David Kikoski e Pieranunzi, ma alla fine anche se lo avevo visto in solo piano 4 giorni fa ho deciso di riascoltarlo. Accompagnato da A. Tavolazzi al contrabasso e Zirilli alla batteria. Ingresso Gratuito (lodi sperticate all'amministrazione comunale di questo paesino di poche anime).
Pieranunzi, propulsivo, purtroppo non supportato da compagni all'altezza del suo livello musicale, mi ha particolarmente deluso Tavolazzi, approssimativo e poco definito specialmente sui soli e sugli accompagnamenti dei pezzi originali di Pieranunzi. Il batterista era molto legato all'inizio e suonava troppo forte per i miei gusti. Ho avuto modo di riascoltare una composizione recentissima di Pieranunzi, Winter Moon, che non mi aveva particolarmente colpito al primo ascolto, ma che ho trovato deliziosa a questo nuovo ascolto. Ancora un'altra versione di Autumn Leaves, ed e' bellissimo ascoltare lo stesso artista rieseguire lo stesso pezzo a distanza di pochi giorni e vedere quanto possa essere diversa una lettura di un grande classico del Jazz come questo. Pieranunzi , comunque visibilmente deluso dalla performance di Tavolazzi ha deciso di virare sugli standards ed ha regalato versioni piene di energie, e fitti dialoghi con la batteria di My Funny Valentine, What is this thing called love. Ancora grandi emozioni dal piu' grande pianista jazz italiano... senza ombra di dubbio
25/07/2004
Giornata afosa, si scappa dalla citta' per cercare fresco. Approdo Magliano a 200 Km da Pisa, vedo il programma dei concerti in piazza, toh c'e' una tizia che ho sentito nominare Amalia Gre'....mah si posso rischiare.... ok se capita dalle vostre parti NON andate ad ascoltarla. Questo e' il concerto piu' brutto che abbia mai ascoltato.
Il tutto e' molto pretenzioso, la bimba crede di essere un incrocio di Sade, Mina, Vanoni, Ghiglioni, Betty Carter, accompagnata da musicisti degni del circo di Moira Orfei (non so quanti milioni di note avra' suonato il pianista...), un bassista che riusciva a sbagliare tutto quello che si riesce ad immaginare, unico musicista degno di questo nome il batterista. Il repertorio spaziava da originali dai testi orribili (la musica la voglio proprio dimenticare) a veri scempi di standards Jazz, riletti con supponenza ed ignorando assolutamente la storia di questi pezzi. La versione di Moon River mi ha devastato per l'arrangiamento orribile e tutto quel cantare accademico, per non parlare poi di Estate e The Man I love.....da dimenticare....Perla finale una versione circense di Autumn Leaves con il batterista sceso dal palco con 2 cucchiai a suonare qualsiasi cosa...persiane, cassonetti della spazzatura etc... Insomma davvero brutta musica, peggiore di quella prodotta da molti gruppetti locali, piena di retorica musicale, autocelebrazione (il testo di Io cammino di notte da sola e'.... esilarante lo riporto a fine post...), scopiazzature di vari generi appiccicate senza gusto musicale.... NON ANDATE.... ma come si fa a scrivere un testo come questo....
Io cammino di notte da sola poi piango poi rido e aspetto l’aurora Ed è una realtà tutta mia e una strana atmosfera pervade la mente di sera Io vivo a volte infelice a volte gaudente talvolta vincente o perdente Ed è una vita d’artista così altalenante ma quello che creo è importante per me Io cammino di notte da sola poi piango, poi rido poi parlo, poi rido poi grido
23/07/2004
Note sotto la torre
Ebbene si, sono riuscito quest'anno a vedere il primo concerto della stagione solo ieri sera, qui a Pisa la musica e' cosi' distante, per sentire qualcosa di buono, bisogna spostarsi e quest'anno vari contrattempi mi hanno bloccato in questa landa "amena".
Pieranunzi solo Piano, sotto la torre di Pisa, appena un centinaio di spettatori ed un piano. Che dire di Pieranunzi, pianista di prima grandezza , grande compositore, appassionatamente attratto dal pianismo di Bill Evans. Ero felice di sentirlo da solo, per gustare meglio il suo pianismo, sto diventando sempre piu' intollerante verso i concerti da circo equestre, pieni di luci, di rumori di sponsor, questo in una cornice meravigliosa, dominato dalla torre in un minuscolo chiostro dell'opera primaziale. Eta' media degli ascoltatori .... forse 70 anni fantastico.... niente sfarfalleggiamenti durante la musica, solo il silenzio della piazza ed il pianoforte.
Inizio del concerto Improline come Pieranunzi definisce le sue improvvisazioni, ma al termine della prima, il pubblico evidentemente abituato alla musica classica non applaude, io timido, non oso farlo e come me qualche altro jazzofilo sparso nel pubblico, quindi al termine della seconda, Pieranunzi si alza e giuro mi fa ridere di gusto, dicendo :" Grazie molte, volevo solo dirvi una cosa, questo e' un concerto Jazz quindi si puo' applaudire ad Libitium, a piacere in italiano... questi pezzi sono stati completamente improvvisati, quindi non saranno piu' replicabili, voi potrete pensare che questi li abbia scritti ed eseguiti, sbagliato falso, io.. non so proprio questi che fine faranno...... a volte la gente pensa strani quelli del Jazz... no sono normale ho anche gli occhiali "
Da questo punto in poi, Pieranunzi, spiega esattamente la struttura del Jazz, tema improvvisazioni , con uno spirito ironico ma in modo umile e davvero interessato ad entrare in contatto con il pubblico, quindi il concerto continua con una sua bella composizione lirica "when i think of you", bello lirico ed intenso, il concerto continua con il bellissimo "trasnoche" ,altra ballad inconfondibilmente marcata dal gusto armonico di Pieranunzi, con questo pezzo inizia davvero il contatto tra noi e lui, inizia a passare qualcosa, osservo con piacere una signora anziana accanto a me, che mi aveva candidamente confessato di essere preoccupata per il concerto, in quanto sua prima esperienza con il Jazz, e' piacevolmente assorta nell'ascolto di questa meraviglia. Il concerto prosegue con un'altra improvvisazione totale "Improline 55", molto duro con richiami dodecafonici, si sente Schoenberg ed alcuni compositori classici russi in questa improvvisazione, ma degli insetti particolarmente fastidiosi, interrompono la composizione, letteralmente attaccando Pieranunzi, peccato , ma ancora una volta ironicamente dice "evidentemente non gradivano questa improvvisazione " e riprende il suo viaggio (e qui' rimango stupito in quanto il pensiero musicale riprende esattamente da dove si era interrotto), ma il fastidio degli insetti interrompe presto questa seconda parte di improvvisazione per portarci verso l'ultimo pezzo della prima parte "Con infinite voci", da un bellissimo album di solo piano registrato per la Egea qualche anno fa, purtroppo pero' l'atmosfera e' ancora perturbata dal fastidio che ha provato durante l'improvvisazione, cosi' scivola via bella e leggera verso l'intervallo.
L'inizio della seconda parte, rapido, con molti spettatori ancora in piedi, e' affidato ad un'altra composizione originale di Pieranunzi, ma rapidamente si passa alla vera perla del concerto una rilettura di "Autumn Leaves", probabilmente sono influenzato dal fatto di adorare questa canzone, semplice, lineare, ma cosi' efficace e che e' riuscita a regalarci tante interpretazioni eccellenti, questo pezzo ha rappresentato il vero fulcro emozionale del concerto. Come non sentire gli echi di Bill Evans dietro le note di Pieranunzi, eppure quel suo mood tipicamente Pieranunzi, nostalgico, esaltato dal carattere autunnale del tema. E sono continue modulazioni, variazioni di tema, dialoghi tra le due linee della mano destra e sinistra, chiudo gli occhi, non sono piu' in quel posto, non ci sono piu', sono completamente in quel suono, in quel pensiero, e' bello dimenticarsi, scordare la propria fisicita' sentire solo quelle note, il proprio respiro profondo immerso in quel silenzio religioso. Il pubblico e' conquistato dall'intensita' dell'interpretazione, ed anche Pieranunzi e' felice, felice di suonare in un posto cosi' bello e per quello che e' appena successo, un momento vero di estasi musicale, si passa quindi ad un altro classico della tradizione Jazz, I can't gest started, ancora intenso e bello, ma sono stanco dall'ascolto precedente, non riesco a perdermi completamente.
Il finale del concerto e' bellissimo perche', il pubblico e' assolutamente rapito da questa novita', abituato come e' ai rituali della musica classica, questo omino che parla, che spiega, che si regala completamente con il suo piano e' irresistibile, quindi medley di Don't forget the Poet e Seaward, per un bellissimo finale, in cui Pieranunzi ringrazia per la generosita' il pubblico, e senza farsi pregare si siede per regalarci un'altra sua composizione "Winter Moon" ed ancora una bellissima ed allegra versione del classico di Fats Waller "Jittersburg Waltz", un bel modo di completare quel bellissimo legame che e' nato tra lui e noi che lo ascoltavamo.
14/07/2004
E oggi sono ossessionato dal passato e dal futuro sentendomi solo un intersezione dello spazio tempo

13/07/2004
“Ci sono due livelli emozionali: il primo sono i diversi colori, il secondo semplicemente l’energia dell’emozione: Ogni emozione richiede una grande energia. Io non sento assolutamente il colore delle emozioni. Io sento l’energia che crea quelle emozioni; resto un passo indietro, dove nasce l’energia emozionale, non le emozioni che essa crea. Questa emozione e l’essere svegli sono cose che vanno insieme. Quando diventi consapevole non percepisci più le tue emozioni personali nello stesso modo di prima, ma le senti come se fossero…comunicabili”.
26/06/2004
Le particelle Elemantari- Michel Houellebecq
Era molto tempo che non riuscivo a leggere un libro immergendomi completamente nella sua atmosfera, senza provare nostalgia appena averlo finito. Il tempo e la disposizione mentale specialmente mi mancano da qualche mese. Ho approfittato di quest'ultima settimana trascorasa in casa per frugare nella mia libreria sempre piena di libri non letti, in quanto spesso vengo preso da mania libraria ed acquisto diversi volumi sapendo che ne dovro' posticipare la lettura. Quale occasione piu' ghiotta di 5 dico... 5 giorni lontani dalle fesserie quotidiane del lavoro, da squilli di cellulare inopportuni, da malumori per trovare un paio di volumi che mi facciano compagnia.
E giro senza tregua tra gli scaffali indeciso, vengo attratto dal rosso vivace di una copertina.... ne leggo il titolo Le particelle Elementari , ahhh si ricordo il regalo di un paio di anni fa di Giulia mhhh ok preso , poi continuo e vado verso qualche certezza i tascabili Einaudi, belli anche solo da vedere uno accanto all'altro nella libreria, una certezza i classici e trovo un libro acquistato tanti anni fa Racconti d'amore diGuy de Maupassant, ok la scelta e' fatta posso tornare a stendermi sul letto in compagnia di questi due libri.
Inizio subito la lettura del primo ed immediatamente vengo rapito dai personaggi, c'e qualcosa che vibra in questo racconto, qualcosa che parla della vita di tutti noi, della capacita' di amare, delle grandi contraddizioni del genere umano, e ci sono tanti riferimenti precisi al linguaggio della fisica teorica moderna senza essere mai incomprensibili o ridondanti, sempre calati nel fluire delle parole e del racconto.
Storia di due fratellastri Bruno e Michel, completamente diversi, accomunati dalla difficolta' di amare, di stabilire un contatto profondo con gli altri, Bruno erotomane sfrenato perennemente in erezione, Michel dolce , ma distaccato preso dal suo mondo fatto di Spazi di Hilbert e biologia molecolare. Il racconto passa attraverso le fasi principali della vita di questi due fratelli, ed e' sempre emozionante mantenendo l'attenzione sempre alta sempre alla ricerca del capitolo successivo. Lo ho letto praticamente tutto di un fiato e come sempre mi succede quando termino un libro che mi ha entusiasmato ho provato nostalgia per le atmosfere, per quegli odori Parigini che sembrava quasi di respirare, per quell'atmosfera di vita cosi' vicina ai miei sentimenti, mi sono sentito abbandonato dalla saggezza di Michel e dalla follia di Bruno.
"... Poco dopo, Michel si avvicino' al sacerdote intento a riporre il proprio armamentario. << Mi ha molto interessato cio' che ha detto poc'anzi.. >> L'uomo di Dio sorrise con garbo. Michel allora gli parlo' degli esperimenti di Aspect e del paradosso EPR : quando due particelle vengono unite, esse formano un tutt'uno inseparabile, << il che mi e' parso in perfetta coerenza con quella storia di una sola carne >>. Il sorriso del pastore si increspo' leggermente. << Voglio dire, >> prosegui' Michel animandosi, << sul piano ontologico, gli si puo' associare un vettore di stato unico in uno spazio di Hilbert. Mi segue? >> "
Michel Houellebecq - Le particelle Elementari Bompiani
24/06/2004
"Sono stato e resto illuminista, giacobino e comunista" - Alessandro Natta
22/06/2004
Gloomy Sunday (Misteri e Leggende di una Canzone)
Saranno i postumi di una brutta influenza, ma non so come ne perche' ma stasera mi rigira in testa questa canzone, allora ne approfitto per fare il primo post su Billie Holiday. Difficile scrivere qualcosa che non sia banale su Lady Day, allora cerco visto che sono ancora malandato, di parlare della storia di questa bella e misteriosa canzone e dell'interpretazione di Billie Holiday.
E' stata definita la 'Suicide Song' composta nel 1933 da un pianista autodidatta Ungherese Rezsô Seress, la melodia e' un piccolo capolavoro di tristezza, spiraleggia intorno al dolore della perdita, tutte le armonie sono Gloomy, minori eppure non si riesce a fare a meno di ascoltare anche per piu' volte di seguito questa canzone.
Il giovane Seress viveva a Parigi, cercando fortuna come compositore di canzoni senza ottenere risultati soddisfacenti. La leggenda narra che un Sabato, dopo una lite furiosa con la sua compagna e la rottura della coppia, Saress abbia composto questa canzone, in una Parigi avvolta dalla pioggia con i sentimenti tipici di una rottura recente. Al termine della composizione invio' subito ad un editore la composizione certo di un riscontro positivo ma la risposta fu implacabile : "Gloomy Sunday has a weird but highly depressing melody and rhythm, and we are sorry to say that we cannot use it." Ma dopo qualche altro tentativo un editore accetto di distribuire massicciamente questa canzone. Ma.. dopo alcuni mesi dalla distribuzione del pezzo, iniziarono a verificarsi strani fatti correlati con l'esecuzione della canzone, a Berlino, un giovane dopo aver chiesto ad una banda di eseguire la canzone, appena rientrato a casa si uccise sparandosi in testa dopo alcune dichiarazioni dei parenti che dissero che era caduto in forte depressione dopo aver ascoltato la canzone.
Una settimana dopo, stessa citta', una commessa fu trovata impiccata nel suo appartamento e fu trovata nella camera della ragazza uno spartito di Gloomy Sunday. Ancora soli due giorni dopo a NYC una giovane segretaria si uccise lasciando nelle disposizioni testamentarie di far eseguire Gloomy Sunday al suo funerale. Ancora alcune settimane dopo un signore di 82 anni si butto' dalla finestra del suo appartamento a NYC dopo aver suonato al pianoforte questa canzone ed ancora a Roma un giovanissimo ragazzo dopo aver sentito la melodia si uccise buttandosi da un ponte. La stampa di tutto il mondo inizio a collegare gli avvenimenti addossando la colpa al povero Seress e naturalmente vennero fuori altri casi di suicidio legati alla canzone (anche in quegli anni potenza dei media). Con i mesi ed il protarsi di segnalazioni di casi analoghi i dirigenti della BBC proibirono di trasmettere la canzone, e cosi' in altre parti del mondo. Ma parliamo dello sfortunato autore di questa canzone, ancora in Francia, cercava di ricucire la relazione interrotta mesi prima alla vigilia della composizione quando venne informato dalla polizia che il suo amore si era suicidato avvelenandosi ed accanto a lei c'era una copia dello spartito di Gloomy Sunday. Naturalmente il compositore si uccise nel 1968.
La canzone fu portata al successo da Billie Holiday nel 1941 , ma per lenire il pessimismo che pervadeva la melodia fu aggiunto uno special in coda dal colore positivo, quasi sognante, senza riuscire comunque a scardinare la pessima reputazione della canzone. Rimane comunque una grandissima perla interpretativa quella di Billie Holiday per la Columbia disponibile nel cofanetto The Complete Billie Holiday for Columbia.
Sunday is gloomy, My hours are slumberless Dearest the shadows I live with are numberless Little white flowers Will never awaken you Not where the black coaches Sorrow has taken you Angels have no thoughts Of ever returning you Wouldn’t they be angry If I thought of joining you?
Gloomy sunday
Gloomy is sunday, With shadows I spend it all My heart and i Have decided to end it all Soon there’ll be candles And prayers that are said I know But let them not weep Let them know that I’m glad to go Death is no dream For in death I’m caressin’ you With the last breath of my soul I’ll be blessin’ you
Gloomy sunday
Dreaming, I was only dreaming I wake and I find you asleep In the deep of my heart here Darling I hope That my dream never haunted you My heart is tellin’ you How much I wanted you Gloomy sunday
19/06/2004
Though this be madness, yet there is method in it.
William Shakespeare, "Hamlet"
17/06/2004
My Funny Valentine
Uno dei pezzi definiti 'standards' forse tra i piu' interpretati, tra i piu' famosi e tra i piu' difficili da rendere nella loro semplicita'. Gli autori del misfatto R. Rodgers e L. Hart , due tra i piu' prolifici autori di grandi melodie, entrate nella storia della musica, tanto per citarne solo alcune Blue Moon, Falling in love with love, Bewitched , My Romance, una collaborazione tra le piu' prolifiche della storia del Jazz durata dal 1919 al 1943. Richard Rogers, ha musicato qualcosa come 40 musical a Broadway, ed insieme alle liriche di Hart fino al 43 e di Hammerstein dopo costruito delle vere sfide per i jazzisti di tutti i tempi.
Ogni standard e' rappresentato dalla sua storia, dalle sue interpretazioni eccellenti, da quanti jazzisti hanno provato a cogliere il colore tonale che contraddistingue ognuno di questi pezzi. Ed e' un obbligo per ogni strumentista, conoscere il testo dei pezzi che si interpretano, in quanto rappresentano l'altra parte fondamentale. Ebbene My Funny Valentine fornisce una sfida meravigliosa per ogni jazzista, cercare di interpretare questo pezzo, cogliere quelle tre note che lo contraddistinguono e gravitarci intorno e' una delle cose piu' difficili che si possano immaginare, pur nell'impianto armonico tradizionale e semplice che contraddistingue questo pezzo. Mi vengono in mente alcune interpretazioni indimenticabili , prima fra tutte quella di Miles Davis nel disco omonimo. Un disco che conteneva una profondita' nello studio degli standards jazz, che puo' sfuggire ascoltando la 'naturalezza' con cui fluisce la musica nella registrazione dal vivo. Miles al termine del concerto con Hancock, Carter, Williams, Coleman nel 1964 a NYC disse:
We just blew the top off that place that night. It was a motherfucker the way everybody played, and I mean everybody. (Miles Davis)
Ed e' una grande verita', quello che si ascolta in quel disco, credo rappresenti uno dei punti piu' alti raggiunti nell'esplorazione di quel meraviglioso materiale che sono gli standards Jazz, forse l'unico lavoro che puo' essere paragonato a questo e' il laboratorio permanente di analisi degli standards di Keith Jarrett con il suo trio.
Le parole d'ordine sono sempre fedelta' al pezzo, conoscenza profonda della storia del pezzo e delle sue grandi interpretazioni, disintegrazione della struttura ritmica, e grande interplay fra i musicisti. Puo' sembrare strano ma il lavoro piu' nascosto e delicato lo fanno i 2 batteristi di queste formazioni, Tony Williams e Jack Dejohnette, che affrontano gli standards, annullandone le forme, in stridente contrasto con il richiamo fedele di Davis e Jarrett. Pause, quasi abbandoni del pezzo, che permettono pause di creativita', rigenerazione nel materiale sonoro che elaborano i solisti. Nel caso di Davis, le pause di Tony Williams servono come trampolino per il sax di Coleman che sfuma nella solitudine per entrare dritto nel cuore delle note caratteristiche del pezzo con un mood fondamentalmente malinconico. Jarrett, con la sua sapienza armonica, nel disco Still Live che contiene una delle sue tante interpretazioni di questo standard, entra subito dritto al cuore del pezzo con un'intro di piano solo, che coglie il senso di nostalgia, di incompletezza che avvolge questa canzone, rimanendo comunque sempre vicino a questo dolore presente nel pezzo.
Probabilmente queste due interpretazioni di My Funny Valentine rappresentano quelle che riescono piu' di tutte le altre (forse con l'aggiunta dell'interpretazione di Chet Baker dal fortissimo impatto emozionale) a riassumere la storia di questo pezzo e che non possono mancare nel bagaglio di ascolti di un jazzista, e piu' in generale di chiunque voglia avvicinarsi all'ascolto del Jazz.

Miles Davis The Complete Concert 1964, Columbia Legacy C2K 48821 or COL 471246
Keith Jarrett Still Live 1988 ECM
My Funny Valentine Sweet Comic Valentine You Make Me Smile With My Heart You're Looks Are Laughable, Unphotographable
Yet You're My Favorite Work Of Art Is Your FigureLess Than Greek Is Your Mouth A Little Weak When You Open It To Speak Are You Smart
Don't Change A Hair For Me Not If You Care For Me Stay Little Valentine Stay Each Day Is Valentine's Day
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